ANPEC
Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici
Sede di.........................................
Direttore di sezione Dr................................
Via............................................n°.............
Tel/Fax......................................................
Premessa
La professionalità degli insegnanti di scuola materna non può più essere differita. Il problema della scuola materna è la rifondazione del ruolo degli insegnanti. Professionisti che si devono colorare di nuove motivazioni e nuovi contenuti, preparati ed aggiornati in modo da offrire ai bambini una destinazione futura positiva. Ogni pratica all'insegna di una metodologia arretrata, costruita su orientamenti che tendono a cristallizzare una situazione e limitati a registrare piuttosto che a stimolare, deve ormai essere rigettata. Gli insegnanti, intesi come soggetti in possesso di attitudini o di doti che dovrebbero essere patrimonio genetico naturale, o come cinghia di trasmissione di modelli culturali immutabili ed eterni, comunque avulsi dalla realtà dinamica, devono muovere verso una adeguata preparazione ed un maggiore impegno professionale. Le ripercussioni sulla vita dell'individuo derivate da una educazione prescolastica rispettosa, sono ormai ampiamente conosciute. E' durante gli anni della prescolarità che le abilità, il carattere e la personalità del bambino vanno formandosi; da qui l'esigenza di delineare principi e criteri metodologici per il raggiungimento di questi obiettivi, una educazione, un intervento di aiuto alla persona, che trova ausili in un insieme di tecniche e di metodi efficienti, raccolti dai contributi della ricerca scientifica.
Scopo del progetto di formazione
Il progetto ha lo scopo, contro ogni forma di nozionismo pedagogico, di far acquisire e utilizzare conoscenze ed esperienze che diano vita ad una abilità professionale tesa a favorire un equilibrato sviluppo nel bambino da tre a sei anni. Si tratta di porre i corsisti, nella condizione di assumere abilità tecnico-metodologiche e disponibilità nella relazione idonee a stimolare, nei soggetti loro affidati ogni processo di crescita intellettivo-cognitiva e socioaffettivo-emozionale, indispensabile per un adeguato avviamento alla scuola elementare. L'abilità professionale dovrà essere testimoniata anche dalla capacità a stabilire validi rapporti con i genitori, con la consapevolezza che questi sono una unità educativa dalla quale non è possibile sottrarsi al confronto e allo scambio. Con ciò, il progetto assume su di sé l'onere di una formazione che, pur breve, riesca a consolidare i principi di un saper-fare e offrire adeguati avviamenti all'opportunità del fare nel dare.
L'innovazione pedagogica
Il nostro interesse culturale e impegno scientifico rivolti al bambino, sostanziano la consapevolezza di voler fare qualcosa di realmente utile per assicurare una positiva soluzione e un migliore avvenire. Ciò richiede un rinnovamento nell'organizzazione delle attività e degli atteggiamenti, una diversa prassi che con vissuti esperenziali, dalla monoritmicità della costellazione familiare si estendano ad una poliritmicità, i cui orizzonti e interessi possono soddisfare un'accurata azione preventiva. Ormai non possiamo eludere che al fine di salvaguardare l'equilibrio psicofisico e socio-affettivo-relazionale è necessario arginare ogni vissuto disarmonico, avviare e mantenere un corretto processo di crescita. Le attività educative, le sollecitazioni e le stimolazioni necessarie per un normale sviluppo psico-affettivo e della personalità si devono orientare nel rispetto dei bioritmi individuali, dei bisogni psichici del singolo bambino, del suo sviluppo psicomotorio, psicologico, del carattere e del comportamento. Un criterio innovativo supportato da un principio filosofico che nei rispetti del dare "intende fare omaggio ad una vera educazione". Questo progetto per la formazione di insegnanti di scuola materna intende avviare gli operatori su un criterio di " innovazione pedagogica ", a cui sono affidate le esperienze socializzanti oltre che con se stessi con gli altri, il potenziamento delle abilità nella discriminazione senso-percettiva, organizzativo-motoria ed espressivo-comunicazionale. Una scuola in cui gli insegnanti siano capaci di favorire ogni scambio, ogni relazione, senza trascuratezza, compreso quella del rapporto con la famiglia, i genitori o i tutor dei bambini. Un'abilità che gli insegnanti debbono assumere per poter strutturare l'adempimento educativo su identiche basi a casa come a scuola, perciò il nostro orientamento educativo tiene conto, all'interno della progettualità, della grande importanza che l'educatore deve assumere nell'abilità allo scambio, al dialogo, al colloquio. Per gli insegnanti in formazione ciò significa raccogliere la possibilità di seguire e far propri tali orientamenti educativi, un educare, un educare, un tirare fuori, che deve tornare come modello di una nuova Paideia di cui ormai sentiamo l'esigenza.
Apprendere dal bambino
Per svolgere un intervento di aiuto pedagogico, nei principi della pedagogia clinica, l'insegnante deve acquisire abilità nel conoscere l'altro e individuare dell'altro ogni aspettativa, rispettare ogni tempo e ogni dichiarata disponibilità. Con ciò il corsista dovrà proporsi in apprendimento all'altro ed essere da questo orientato; il rispetto delle esigenze altrui sarà la guida a questa nuova prassi educativa. L'aiuto per favorire la crescita dell'individuo, troverà sostanza dalla capacità interpretativa delle dichiarazioni che il soggetto fa di sé per mezzo della comunicazione silenziosa e no. "Apprendere dal bambino" sarà uno degli aspetti fondamentali di questa formazione, un apprendere, un conoscere, che permetterà agli insegnanti di essere orientati sulle necessità proprie del soggetto e da cui troveranno avvio processi educativi conseguenti.
L'aiuto pedagogico clinico
Le richieste di aiuto che ci pervengono dai soggetti in questa fascia evolutiva, sono molte e dobbiamo poterle soddisfare se vogliamo agire una seria e attenta prevenzione. L'insegnante dovrà per questo intervenire e assicurare con percorsi e strategie educative rispettose, in risposta ad ogni segnale di allarme che il bambino invia, provvedere ad un potenziamento delle sue abilità e del suo sviluppo psico-emozionale e risvegliare ogni poliglottismo corporeo. Un fare nel dare che solo un insegnante in possesso di peculiari equilibri pedagogici, attenzioni e competenze, può offrire. Orientazioni operative che muovono su modelli innovativi di pensiero pedagogico, indicano delle direzioni da seguire e propongono delle tracce educative da percorrere, ricche di significato, realizzate su più registri nello stesso tempo. Sono processi di acquisizione della conoscenza e della scoperta, che aprono progressivamente alla pedagogia clinica, una dimensione esploratrice prospettica che va oltre l'intellettualizzazione razionale per risalire verso significazioni della dinamica del desiderio: l'educazione come risposta alle reali esigenze della persona. Una educazione che, per essere soddisfatta, ha necessità di insegnanti la cui formazione professionale è data da metodi e tecniche orientate verso un criterio di revisione e di innovazione, basati su presupposti educativi rivolti ad un processo costitutivo dei fenomeni umani e atti a porre in situazione il soddisfacimento delle esigenze dell'esistenza dell'individuo. La complessità dei problemi educativi e delle soluzioni da adottare per fronteggiare le particolari esigenze dei bambini, devono basarsi sulle istanze di questo nuovo orientamento scientifico, seguite e sviluppate a partire dai metodi che si richiamano al rispetto dei diritti dell'uomo, e che garantiscono lo sviluppo della personalità, della volontà, del desiderio di esprimere i propri sentimenti, dell'acquisizione di conoscenze e abilità. Principi su cui si sostanziano le metodologie che si utilizzano in questo progetto; metodi che hanno l'impegno di perfezionare ogni nozione, ogni capacità e abitudine della persona, adatti ad agire una seria e attenta prevenzione, ad evitare dispersioni, confusioni e fragilità nelle conoscenze. I metodi a cui facciamo riferimento sono:
Selfable
Sensemove
Edutalk
Vital
Silence.
Conoscere per aiutare
Tanto più precocemente riusciamo a leggere le potenzialità e le difficoltà di un bambino a noi affidato, tanto maggiori saranno le sue e le nostre possibilità di successo. Se vogliamo intervenire in suo favore dobbiamo conoscerlo; ciò significa apprendere da lui ogni suo bisogno, timore, invilimento, ogni sua protesta, ansia e insicurezza ed ogni altro segnale o istanza di aiuto espressi durante i vari momenti di lavoro e di gioco individuale o gruppale. Richieste di aiuto da cui dovrà prendere avvio la conseguente attività didattica, con quell'attenzione educativa che solo i metodi Selfable e Sensemove possono garantire. Il Selfable è un metodo di constatazioni e previsioni che permette di acquisire conoscenze utili ed opportune strategie educative; un bon dèpart da cui trova orientamento un intervento teso a sostenere, sollecitare, rafforzare, sviluppare e soddisfare le esigenze della persona e che ben si coniuga ecletticamente con il Sensemove. "Sense" e "move" stanno a testimoniare che tale metodo orienta sulle proprietà dei sollecitatori telerecettivi-tattili e appercettivi, oltre che sulla coscienza e conoscenza di sé, sulle abilità e disponibilità espressivo-corporee. Notizie, a cui si risponde con tecniche che permettono alla persona di sviluppare positivamente ogni carenzialità emersa, di favorire un linguaggio comunicazionale, una diversa disponibilità ad accettarsi, a distribuirsi e rappresentarsi, specie nelle tante occasioni del lasciare traccia.. Segni, disegni e colori che dimostrano ogni aspetto della persona e la contestualizzano, proiezioni di sé testimoni dell'agio e del disagio nel vivere la quotidianità
Durante il percorso di formazione, le abilità ad "apprendere dal bambino" saranno favorite per mezzo di simulate e di videolettori.
Il rispetto delle esigenze del gioco solitario
L'insegnante nell'intento di favorire il bambino a fare e convinta che sia dal numero delle stimolazioni prodotte che esso può raggiungere abilità e disponibilità, lo richiama ogni volta che lo vede in solitudine o che comunque non interagisce col gruppo. Una modalità educativa che non tiene conto delle necessità che il bambino ha di vivere anche momenti interattivi con se stesso. Le attenzioni devono essere diverse, orientate a garantire opportunità di riflessione, di valutazione e di ricerca, per questo è necessario offrirgli una situazione tranquilla, in cui il silenzio permette e favorisce questa azione interpretativa e valutazionale. Il metodo Vital-Silence orienta proprio su questi rispetti e riconosce al bambino il poter stare e socializzare con se stesso, strutturare uno scambio dialettico con i propri pensieri e gratificarsi con i contenuti dei propri dialoghi. Un metodo che, per sostanziare e veder realizzati i principi di queste finalità, non si sottrae dal dare anche indicazioni sulla necessità di adeguate trasformazioni strutturali e infrastrutturali della scuola.
La formazione mette in condizione i corsisti di riflettere sui vissuti personali e di riproporli al gruppo.
L'ampliamento delle conoscenze per mezzo di questa riflessione, sarà integrato da vissuti in dinamica dei vari linguaggi, compresi quelli silenziosi.
La conduzione del colloquio e la relazione con i genitori o i tutor
Il colloquio, costituisce il primum movens per l'insegnante di scuola materna chiamata a svolgere la sua opera in un contesto educativo in cui sono tante le occasioni di incontro e di relazione con i familiari del bambino. Saper condurre un colloquio che voglia inseguire una corretta prassi educativa, rivolta non più esclusivamente al bambino, ma ad ogni componente la costellazione familiare con cui questo interagisce, è ormai una condizione indispensabile. L'operatore dovrà tener presente l'importanza di ogni processo di relazione, sempre ricco di varianti e di variazioni, conoscere i differenti rapporti che si intersecano in un costrutto relazionale e quanto ogni comunicazione abbia valore di messaggio e facoltà di influenzare il comportamento. Il Metodo Edutalk nasce da un approfondito studio sull'ordine interattivo, di attenzioni verso i significanti delle situazioni, di una minuziosa ricerca sulla complessità dei cinemi di comunicazione, dei codici semiologici, dei fattori psicologici che intermediano la condotta sociale, e indirizza all'acquisizione di abilità nella conduzione del colloquio ed in particolare all'ascolto, in un silenzio che offre all'altro spazi per la continuità del suo pensiero, della riflessione su di sé. Un colloquio realizzato in un costrutto di relazione libero da ogni volontà prevaricante od ostacolante e che non influenza negativamente l'andamento dell'incontro.

La formazione per la conduzione del colloquio prevede che i corsisti facciano esperienze in vissuti dinamico-gruppali in cui poter riflettere sui vari valori e sentimenti comunicazionali, scoprirli, leggerli e parteciparli in ogni loro fermento fino ad elaborare una valida disponibilità e uno stile comunicativo attento e rispettoso.

Calendario

Il monte ore necessario per una formazione orientata sui nostri modelli innovativi è di 32 ore. Gli incontri full-time richiedono una partecipazione attiva di otto ore giornaliere e si dovranno svolgere in spazi diversi (una palestra, una sala con sole sedie e una sala con sedie e tavoli). Al mattino,dopo l'inizio dei lavori e dopo ogni break, le sale-lavoro dovranno essere chiuse e impedito l'accesso ai ritardatari. Numero massimo dei partecipanti: 30. Ausili Lavagna luminosa e proiettore VHS. Contributo Importo complessivo per onorario (....ore a €..........cad.) _______Tot €
Progettazione e direzione Scientifica _________________________Tot €
Materiale _______________________________________________Tot €
La somma sarà grvata di IVA al 20%
A tutti i corsisti sarà rilasciato un attestato di parecipazione.
Direttore del Corso Dr............................................Pedagogista Clinico
Trainer Dr............................................Pedagogista Clinico Dr............................................Pedagogista Clinico