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ANPEC
Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici
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Premessa
La scienza pedagogico-clinica, indirizzata com'è ai reali bisogni dell'uomo
nel suo processo evolutivo lungo l'arco dell'intera vita, si è impegnata
a studiare metodi educativi finalizzati a garantire un valido aiuto, per
ripristinare nuovi e più autentici equilibri. Principi e impegni che ci
hanno permesso di porre una maggiore attenzione ai bisogni di ogni persona
con particolare riferimento ai soggetti in età avanzata.
La ricerca da noi condotta ha posto in risalto che gli anziani non possono
essere obbligati a vivere situazioni di ambienti circoscritti dove solo
loro vi partecipano, mantenendoli in un rapporto circolare e alimentando
così quell'idea di vecchiaia, che la cultura li porta ancora a considerare
come un arco di vita da percorrere passivamente. In un modo in cui l'anziano
è numericamente in crescita esponenziale si imponeva il non rimanere inerti
di fronte a tanta necessità, dovevano consentirgli di rimettersi in un
circuito propositivo con opportunità di rinnovarsi e crescere ancora,
mantenendo entusiasmi, desideri e favorendo così la sua evoluzione.
Per raggiungere questo obiettivo è stato dimostrato che, lo scambio generazionale
favorisce una interazione che, unica, alimenta un clima di stimolo a vivere
in uno stato di piacere e di benessere. È sulla base di questi principi
pedagogico-clinici confermati dalla ricerca, che intendiamo portare avanti
l'impegno sociale verso una reale integrazione dell'anziano. L'attuale
proposta di lavoro ha un suo programma originario e trova fondamento e
innovazione nell'esperienza precedente, sotto il titolo "L'integrazione
sociale dell'anziano", un lavoro che è stato presentato al 2° Congresso
Nazionale della Pedagogia Clinica, tenutosi in Firenze nel Febbraio 2001
dall'ANPEC (Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici), sul tema: "L'azione
educativa del pedagogista clinico"; congresso patrocinato dal Ministero
del lavoro, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Firenze, dal Comune
di Firenze e dall'Ordine dei Medici della Provincia di Firenze.
Il progetto che presentiamo si sostanzia degli stessi valori e degli stessi
intenti, e propone in maniera articolata i contenuti esperenziali che
si vogliono far percorrere alle persone che vi partecipano.
Obiettivi
Il nostro contributo è rivolto a porre in risalto ciò che è possibile
realizzare a favore dell'anziano affinché possa continuare a vivere una
vita piacevole, in un continuum di interessi e di motivazioni che, unici,
possono realmente permettergli di guardare avanti ed espandersi verso
il futuro, dimostrando a se stesso e agli altri, che, se lontano dalla
rassegnazione, può ancora fare e dare. Un'opportunità che può essere raggiunta
solo per mezzo di uno scambio generazionale capace di favorire un contatto
vero, profondo, tra mondi, mentalità e culture diverse, indispensabile
per realizzare una reale comunicazione tra i membri, ciascuno con la propria
unicità.
L'esperienza che proponiamo permetterà alla persona di conquistare sicurezze
e certezze nel conoscersi, nell'organizzarsi, nel distribuirsi, prima
a favore di se stesso e poi a favore dell'altro, e per ciò rintracciare
una nuova e diversa disponibilità all'interazione.
Si risvegliano così nuove capacità e disponibilità a partecipare attivamente
a dinamiche espansive del sé, a riorganizzarsi, a sentirsi, parteciparsi
fino a muoversi verso l'altro, per trovare simpatie all'interno del gruppo
e creare opportunità di scambio. Uno stare insieme in situazione gruppale
dove ogni organizzazione di sé viene realizzata per mezzo di scambi sollecitatori
multipli, prodotti dalle persone che compongono il gruppo.
Tante occasioni di stimolo in cui il piacere dello stare insieme, dopo
aver creato iniziali situazioni di intesa, è garanzia di motivazione e
di arricchimento e possono portare a costrutti amicali fino a mantenere
vivo l'interesse l'uno verso l'altro, dentro e fuori dalla dinamica del
gruppo. Un effetto maturazionale, prodromo per avviarsi ad un contesto
sociale più allargato e più stimolante.
La microcellule in cui si definisce la dinamica gruppale può offrire così
opportunità pluricellulari di intesa e di scambio anche fuori dal gruppo,e
con ciò promuovere nuove sollecitazioni verso la vita e verso quel sociale
dove l'uomo realmente integrato, potrà offrire e sentire il desiderio
di offrire tutto di sé agli altri.
Sequenza operativa
Per promuovere un reale cambiamento personalogico e socio-relazionale,
lintervento di aiuto si attua per mezzo di un procedimento graduale che
tiene conto di un ordine sequenziale di esperienze. I primi incontri sono
considerati "incontri sulle generalità anagrafiche" e si basano su una
partecipazione che trova fondamento nel dialogo e nell'ascolto, un dialogo
che si realizza in una situazione accattivante, piacevole e adatta allo
scambio. Si tratta di momenti assai significativi in cui tutti, uno ad
uno, riferiscono il proprio nome e le emozioni che questo e il suo pronunciamento
possono provocare; un modo iniziale per uscire dagli schemi razionali
più consueti. Un parlare di sé in maniera diretta, un momento di confronto
che permette a ciascuno di riflettere su se stesso, di sentire le proprie
emozioni e di esprimerle a sua volta. Un'occasione in cui possono emergere
problematiche, a volte anche profonde e coinvolgenti, utili riflessioni
che rafforzano la fiducia nel gruppo , sviluppando sentimenti di appartenenza
e di intimità. Un buon inizio da cui nascerà nel gruppo una significativa
disponibilità alle proposte successive.
Seguono momenti in cui, ceduti, si sollecitano riflessioni sui propri
vissuti, sulle proprie esperienze di vita e sul ruolo che essi rivestono
nel sociale, traducendo quindi ogni emozione che ne può scaturire, un
distinguersi fra sé e gli altri, accettando la diversità dell'altro ed
apprendere da questa, quelli che possono diventare interessi comuni. Un
nutrirsi, un completarsi dell'alimento dell'altro con effetti di simpatia
che diventano condivisi, fino a raggiungere un grande piacere dello stare
assieme.
Gli incontri successivi sono orientati verso un procedimento graduale
di attivazione corporea, volto a favorire l'accettazione e lo scambio
fra i partecipanti, ad agevolare ogni abilità sensoriale e percettiva,
a promuovere, attraverso il movimento, idonei risvegli per sviluppare
ogni espressione corporea, compresa quella espressivo-grafica. Un'attivazione
che richiede inizialmente esperienze di contrazione e decontrazione muscolare
per consentire una migliore percezione delle varie parti del corpo e per
agevolare la ricerca dal proprio asse, per poi procedere nella definizione
dell'emisoma e della lateralità posturale, oltre a varie esperienze di
appoggio alla parete per la ricerca dei punti di contatto, e la lettura
della propria topografia corporea, fino a vivere una costruzione in equilibrio
posturale e ricostruire poi una figurazione in aplomb.
In seguito, teniamo conto di alcune tecniche adatte a potenziare nei partecipanti
l'organizzazione gestuale ed una conseguente rappresentazione grafica,
spingendo ciascuno verso la ricerca del proprio punto egoico, che deve
essere rintracciato nella costruzione dell'asterisco formato dalle tracce
dei lanci effettuati davanti a sé nelle varie direzioni e con le braccia
alternate. Movimenti delle braccia con cui, successivamente, è possibile
giungere alle rappresentazioni grafo-figurative su parete attrezzata,
quali l'albero, le erbe ecc, per poi far seguire oscillazioni con alzata-caduta
del braccio fino a giungere alla sua circonduzione che, rappresentata
su parete, offre una perfetta forma circolare. A queste esperienze si
succedono attività che hanno lo scopo di far giungere i partecipanti alla
riconquista dello spazio: tutti vengono invitati a muoversi in ordine
sparso e ad occupare lo spazio che hanno a disposizione; un'occasione
per avvicinarsi gli uni agli altri, proponendosi ora davanti, da dietro,
di lato, senza toccarsi. Mentre si muovono, comunicano per mezzo dello
sguardo e per mezzo di espressioni fisionomiche sempre più significative,
fino a vivere una riconquista dello spazio anche attraverso la propria
voce, quella voce che, spesso, l'anziano ha resa monocorde e sommessa
e che, adesso, può utilizzare per cantare mentre si scambiano il saluto
dandosi la mano. Segue una disposizione a coppie: tenendosi le mani si
muovono o volteggiano, seguendo il suono di una melodia, proseguono poi
con i loro movimenti prendendosi a "braccetti", scambiando via via i partner,
fino a concludere in una danza di gruppo. L'appartenenza al gruppo, la
fiducia nell'altro così raggiante, permettono di passare a vissuti relazionali
a coppie, di cui uno mantiene gli occhi chiusi e si lascia guidare dall'altro
in un crescendo di attività tendenti a rafforzare la fiducia che portano
ad abbandonarsi ciascuno alle grandi braccia del gruppo, fino a lasciarsi
sollevare in aria.
Si giunge con ciò alla consapevolezza delle proprie possibilità espressive
e alla disponibilità di manifestarle, in un fluire di attività sempre
più creative, una premessa per originare coreografie individuali e sceniche,
dove ciascuno può esprimere il suo pensiero attraverso immagini scolpite
con i corpo dei partecipanti, o dove lo "stilista", utilizzando tessuti
di vari colori e consistenza, dà impronta e crea abiti significativi per
la persona. Le attività descritte sono state richiamate per dare consistenza
ad una sequenza orientativa, propria del nostro modo di procedere con
i gruppi.
Queste così sintetizzate e tantissime altre, sono le attività che vengono
proposte, occasioni-stimolo, che permettono di giungere ad importanti
cambiamenti, in ragione dell'esperienza e della creatività che fa fluire
da sé forme sempre nuove.
Sintesi del percorso
Nei primi incontri si tende a favorire l'intesa e lo scambio fra i partecipanti
per sollecitare un contatto spontaneo attraverso il dialogo, fino a giungere
ad un risveglio corporeo e ad una presa di coscienza del proprio sé. Quindi
con gradualità, ci si muove verso stimoli che possono favorire la relazione
con gli altri, fino a sentire di appartenere al gruppo e di potersi fidare.
La fiducia nel gruppo e una nuova consapevolezza delle proprie possibilità
espressive, favoriranno il manifestarsi di potenzialità ancora inespressive,
in un fluire di attività sempre più creative.
Questa sequenza può essere così enumerata:
1. Scambi dialogici per la conoscenza reciproca
Pronunciamento del nome
e riflessioni sulle emozioni legate ad esso.
Narrazione delle esperienze
di vita e dei ruoli rivestiti nel sociale per condividerne i valori.
2. Ricerca del proprio sé corporeo.
Esperienze di contrazione
e decontrazione muscolare per consentire una migliore percezione delle
varie parti del corpo.
Ricerca del proprio
asse corporeo per la definizione dell'emisoma e della lateralità posturale.
Analisi dei punti di
contatto in appoggio alla parete, definizione della topografia corporea
fino a trovare l'equilibrio posturale in stazione eretta.
3. Organizzazione gestuale
Ricerca del proprio
punto egoico con lanci delle braccia passanti attraverso di esso e successiva
rappresentazione grafica su parete.
Movimento delle braccia
con oscillazioni, alzata-caduta e circonduzione che si traducono in rappresentazioni
grafo-figurative su parete.
4. Esperienze che portano a prendere consapevolezza dello spazio
Spostamenti, distribuzione
e collocazione nello spazio.
Scambi comunicazionali
per mezzo di linguaggi silenziosi e paralinguistici.
Spostamenti nello spazio
a coppie seguendo il suono di una melodia, fino a creare una danza spontanea
di gruppo.
5. Potenziamento della fiducia nel gruppo
Affidarsi l'uno all'altro
in un succedersi di attività in crescendo, che si evolvono da Esperienze
vissute in coppia fino ad un coinvolgimento grippale.
6. Manifestazione della propria espressività attraverso attività
artistiche spontanee
Il "coreografo", la
persona assume varie figurazioni corporee individuali e sceniche.
Lo "stilista", opportunità
di sviluppo del pensiero creativo con tessuti di trama diversa e di diversa
aromaticità.
ecc…….
Calendario degli incontri e strutture occorrenti
Il progetto si sviluppa in un arco di dieci incontri con una sequenza
di un incontro per settimana della durata di due ore ciascuno.
Numero massimo di partecipanti: …
Si richiede una sede con spazi e infrastrutture adeguate allo scopo.
Materiale
Il materiale occorrente per il completamento dell'esperienza è:
- Carta da pacchi bianca
- Carta formato A4
- Cartoncini bianchi 60x40
- Pennarelli a punta grossa
- Cere
- Stoffe colorate di diverse dimensioni
- Scotch
Il materiale dovrà essere acquistato dall'ente promotore.
Contributo
Importo complessivo per onorario (....ore a €..........cad.)________Tot
€
Progettazione e direzione Scientifica _________________________Tot €
Materiale _______________________________________________Tot €
La somma sarà grvata di IVA al 20%
A tutti i corsisti sarà rilasciato un attestato di parecipazione.
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