EDITORIALE 1/2002
Una preparazione post-università che sappia perciò ripensare
i saperi utili ad un cambiamento è un asset sicuro per
una società in trasformazione. Anticipare e gestire il
cambiamento per crescere e aiutare la modernizzazione
è lo spirito dei percorsi per la professione di Pedagogista
Clinico. E' un sapere specialistico, integrato e complesso,
scaturito dalla ricerca che è arrivato a varcare i confini
nazionali. Le professioni autonome intellettuali, abbandonata
la logica del "lavoro dipendente", stanno cambiando la
società in profondità e sono un cospicuo patrimonio, una
ingente risorsa soprattutto per i giovani poiché dischiudono
potenzialità notevoli per l'occupazione. Una professione,
quella del Pedagogista Clinico, che richiede verifiche
costanti sulla permanenza delle capacità e delle conoscenze
tecniche che consentono l'accesso alla libera professione
e che si svolge nel rispetto delle norme deontologiche,
a tutela del soggetto nell'interesse del quale la prestazione
è resa. Essa nasce da una formazione "esclusiva" che attrae
i laureati più motivati e con chiari obiettivi, che vogliono
andare oltre gli studi facili (e cioè inutili) scegliendo
un impegno formativo che, unico, può offrire loro adeguatezza
professionale. Il successo di questa professione ne vede
un continuo incremento nelle quotazioni del mercato, poiché
offre alla vita sociale del paese un ampio contributo,
una preziosa risorsa e un potenziale di efficacia sociale,
costruita sulle attuali opportunità del territorio. Oggi,
gratificati da una sterminata serie di verifiche dagli
esiti positivi, possiamo dire di aver progredito tanto
da rendere il percorso di formazione autoreferenziale:
la "nuova" professione di Pedagogista Clinico è ancora
"nuova" solo perché costantemente rinnovata, ampliata
e integrata dai contributi di docenti specialisticamente
preparati e da quella formidabile concentrazione di intelligenze
che fanno parte del team di ricerca. Le prove della costante
ricerca e delle esperienze professionali sono ampiamente
documentate sulle pagine di questa rivista dalla cui lettura
non sfuggono i presupposti di una auspicata società solidale.
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