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Siamo con il Prof. Claudio Rao
pedagogista clinico che opera a Bruxelles.
Lei è presidente di una associazione..,
-Si, dell'Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici
del Belgio, che ha la sua sede a Bruxelles
-In tantissimi e in patricolare giovani sono qui
presenti, come vediamo alle nostre spalle, per sentire
quali sono le novità che porta dai suoi studi di Bruxelles.
Ce li vuole anticipare?
-Traccerò il quadro dell'Associazione, l'atto
della sua costituzione ufficiale ad oggi e sopratutto
le prospettive della pedagogia clinica nel contesto
belga, dell'area francofonache sono assai promettenti.
Molte delle iniziative cho ho intrapreso avranno degli
svolgimenti nel corso del tempo con premesse incoraggianti
per la professione del pedagogista clinico.
-Lei è anche direttore di una rivista che si occupa
di pedagogia clinica a Bruxelles. Qual'è il suo impegno
oggi e quale sarà in futuro?
-Il giornale Pedagoie Clinique è stata un'esigienza
per dare ampia diffusione alla pedagoia clinica e
alle iniziative formative e culturali che essa intraprende
in lingua francese che è una lingua federatrice; la
francofonia coinvolge diversi paesi europei oltre
al Canada anche alcuni Stati affricani, la rivista
è diffusa, ad esempio, oltre che in Belgio, nella
Svizzera Francese e in Francia.
-Lei ha anche organizzato alcuni congressi di
pedagogia clinica a Bruxelles. Sarà sicuramente soddisfatto
di questo risultato.
-Soddisfatto, e oltre a questo, abbiamo creato due
siti in francese indirizzati a un pubblico che auspichiamo
sempre più ampio, sempre più vasto. La pedagogia clinica
in uno stato come il belgio molto attento e aperto,
viene accolta con grande attenzione nell'ambito delle
professioni di aiuto.
-Ci stiamo quindi avviando all'internazionalità
della pedagogia clinica?
Ci stiamo attivando, anche con l'importante notizia
che annuncierò oggi con gioia, la fondazzione dell'Associazione
Europea dei Pedagogisti clinici ovvero una federazione
che unisce tutte le associazioni presenti nei vari
paesi e assicura una maggiore diffusione e garanzia
per tutta la categoria, oltre che una formazione più
qualificata e qualificante per gli iscritti.
E' con noi il professor Sergio Gaiffi, segretario
nazionale dell'ANPEC, coordinatore della prima sessione
sul tema: La persona nel suo sviluppo fantastico creativo.
-Professor Gaiffi, perchè avete voluto dare tanta
centralità a questo tema della formazione dell'individuo?
-Noi viviamo in una società e in un epoca in cui privilegiamo
troppo spesso il pensiero logico-razionale che da
solo non basta a fare ritrovare all'individuo un'adeguato
equilibrio. Abbiamo avuto modo di osservare che sviluppando
la capacità creativa aumenta la possibilità di dare
risposte esaustive e efficaci.
-La nostra scietà è stereotipata, ci sono per tutti
i soliti gadget, i soliti jeans, siamo ormai omologati,perche
quindi questo interesse per lo sviluppo, la pulsione
del creativo?
-In un momento in cui effettivamente i più sono
conformati a dei modelli imposti, il tema della creatività
si fa imperioso e si vive il contrasto tra l'essere
omologato o l'essere creativo. La creatività, una
delle componenti dell'intelligenza umana assai significative
in filosofia è sempre stata oggetto di grande attenzione
e rilevanza per gli effetti stimolatori e promozionali
che può offrire all'individuo, poichè è riconosciuto
che con essa l'uomo può adare oltre al già noto, produrre
cose nuove ed originali ecaratterizzare la propria
personalità.
-Come si può evolvere nell'individuo un processo
creativo che sembra oggi scarsamente seguito?
-Per sviluppare e ampliare nella persona capacità
fantastico-crative proprie del pensiero divergente,
occorre intervenire in diversi ambiti sociali e le
relazioni che vengono presentate sono una chiara testimonianza.
La relazione "Ridonare il Sorriso" conferma già nel
titolo quale sia la via che l'uomo deve tornare a
percorrere per ritrovare un'equilibrio personale e
che gli permetta di stare bene insieme agli altri.
A questa se ne aggiungono altre che provano quanto
la scrittura creativa, la drammatizzazione, i labirinti
delle emozioni favoriscano la consapevolezza e un'arricchimento
che certo la persona non potrebbe raggiungere con
la sola intenzionalità di fare, ma che può coseguire
attraverso esperienze che generano una produzione
creativa. -Fantasia, immaginazione, creatività si
possono quindi considerare indispensabili per una
vita sociale migliore.
Fra i relatori della prima sessione iniziata al
mattino,incontriamo la professoressa Liliana Luccini
-Professoressa abbiamo appena visto il suo lavoro,
il video su Ulisse dal titolo:"Viaggio verso la consapevolezza",
e le chiediamo di sintetizzare per i telespettatori
il contenuto di questo lavoro.
-Abbiamo cercato di creare delle immagini oniriche,
un viaggio verso l'Io profondo che si rappresenta
a noi con immagini simboliche, e di attirare l'attenzione
su un percorso difficile, complicato, denso di pericoli,
in cui ognuno incontra le proprie paure, i propri
demoni, miraggi, illusioni e disillusioni, ma anche
degli alleati, delle persone amiche che poi sono i
nostri talenti. Le immagini sono la dimostrazione
del percorso personale richiesto al pedagogista clinico
durante la sua formazione. Un viaggio attraverso il
mito, la leggenda,la fiaba, e l'immagine onirica affinche
questo specialista possa assumere consapevolezza delle
proprie problematiche personali e sia capace di instaurare
un rapporto di ascolto e di accoglienza,per generare
una vera azione di aiuto.
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