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- Professoressa ha fàtto riferimento
a modalità stimolatorie, potrebbe indicarci quali
sono?
- La persona che si trova in questa condizione particolare
e delicata richiede una relazione stimolatoriotattile
che attivi non solo la propriocezione, cioè la consapevolezza
del sé corporeo, ma anche una relazione capace di
evocare emozioni e scambi affettivi, conseguibile
con le metodologie che sono proprie del pedagogista
clinico.
- Crede che questa professione debba avere degli
spazi più adeguati in strutture ospedaliere?
- Le persone in stato vegetativo permanente le troviamo
nella fase acuta soprattutto nei reparti di terapie
intensive e nelle rianimazioni e sono in gran numero
e il vero match, la vera scommessa per il recupero
funzionale di queste persone sta in rapporto all'approccio
sensoriale che il pedagogista clinico può soddisfare.
- Professor Domenico Nardella, lei è conosciuto
come formatore dell'ISFARPost Università delle Professioni
sulle strategie pedagogico cliniche a favore di soggetti
con disturbi ADHD ovvero con "Deficit di Attenzione
e di Iperattività ", quali sono i risultati che avete
ottenuto fino ad oggi in questo , campo?
- I risultati parlano chiaro e sono sotto gli occhi
di tutti, a distanza di un anno e mezzo circa attraverso
la Post Università ISFAR abbiamo formato circa settanta
pedagogisti clinici che lavorano in sinergia con l'AlFA
- Associazione Italiana Famiglie ADHD con le strutture
socio-sanitarie e la scuola.
- Quindi è una vera e propria rete a favore di
questi soggetti?
- È una vera e propria rete e diventerà sempre più
importante e significativa grazie ad altri eventi
formativi che sono stati messi in calendario uno a
gennaio e uno a febbraio, così entro marzo saremo
più di 100 pedagogisti clinici specializzati sull'ADHD
in tutto il territorio nazionale.
- Praticamente la speranza è quella di riuscire
ad introdurre nel tessuto sociale, in maniera veramente
integrata, soggetti con questo tipo di disturbo.
- Assolutamente sì, anche perché sono soggetti intelligentissimi,
molto creativi spesso con un quoziente di intelligenza
superiore alla media.
Siamo con la dottoressa Ilenia Nicotra ed il dottor
Franco Damigella. Abbiamo appena visto il loro video
proiettato nella Sala del Palazzo dei Congressi.
- Chiediamo alla Dottoressa i metodi utilizzati
per l'intervento di aiuto che abbiamo visto realizzato
nel video.
- Questo video è stato realizzato in una comunità
terapeutica assistita a Biancavilla in provincia di
Catania. I soggetti a cui noi abbiamo fatto riferimento
hanno un disagio mentale, schizofrenia e disturbi
della personalità. I metodi pedagogico cinici che
abbiamo utilizzato sono l'Inter Art e il Bon Geste
e tecniche di manipolazione corporea. L'obiettivo
era rivolto allo sviluppo delle capacità espressivo-
creative, della percezione e rappresentazione del
sé.
- Dottor Damigella, quali sono i risultati che
sono emersi?
- I risultati sono stati sicuramente buoni, al di
sopra anche delle aspettative, solo in due soggetti
abbiamo avuto risposte inferiori a quello che speravamo,
questo forse perché cercavano esclusivamente la nostra
gratificazione. Per gli altri sette sicuramente ci
sono stati degli ottimi risultati, abbiamo visto una
riduzione dei sintomi e una maggiore adesione alla
terapia farmacologica a cui spesso l'ospite si oppone.
Il lavoro di gruppo è riuscito a sviluppare la capacità
della persona di affidarsi sia al gruppo che a noi.
La fiducia conquistata veniva dimostrata specie dalle
dichiarazioni quali "oggi non mi sento bene, mi sento
ansioso, preoccupato" a cui seguiva la richiesta dell'aiuto
farmacologico.
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