Dal congresso 2004
Ente Formatore
- Professoressa ha fàtto riferimento a modalità stimolatorie, potrebbe indicarci quali sono?
- La persona che si trova in questa condizione particolare e delicata richiede una relazione stimolatoriotattile che attivi non solo la propriocezione, cioè la consapevolezza del sé corporeo, ma anche una relazione capace di evocare emozioni e scambi affettivi, conseguibile con le metodologie che sono proprie del pedagogista clinico.
- Crede che questa professione debba avere degli spazi più adeguati in strutture ospedaliere?
- Le persone in stato vegetativo permanente le troviamo nella fase acuta soprattutto nei reparti di terapie intensive e nelle rianimazioni e sono in gran numero e il vero match, la vera scommessa per il recupero funzionale di queste persone sta in rapporto all'approccio sensoriale che il pedagogista clinico può soddisfare.
- Professor Domenico Nardella, lei è conosciuto come formatore dell'ISFARPost Università delle Professioni sulle strategie pedagogico cliniche a favore di soggetti con disturbi ADHD ovvero con "Deficit di Attenzione e di Iperattività ", quali sono i risultati che avete ottenuto fino ad oggi in questo , campo?
- I risultati parlano chiaro e sono sotto gli occhi di tutti, a distanza di un anno e mezzo circa attraverso la Post Università ISFAR abbiamo formato circa settanta pedagogisti clinici che lavorano in sinergia con l'AlFA - Associazione Italiana Famiglie ADHD con le strutture socio-sanitarie e la scuola.
- Quindi è una vera e propria rete a favore di questi soggetti?
- È una vera e propria rete e diventerà sempre più importante e significativa grazie ad altri eventi formativi che sono stati messi in calendario uno a gennaio e uno a febbraio, così entro marzo saremo più di 100 pedagogisti clinici specializzati sull'ADHD in tutto il territorio nazionale.
- Praticamente la speranza è quella di riuscire ad introdurre nel tessuto sociale, in maniera veramente integrata, soggetti con questo tipo di disturbo.
- Assolutamente sì, anche perché sono soggetti intelligentissimi, molto creativi spesso con un quoziente di intelligenza superiore alla media.
Siamo con la dottoressa Ilenia Nicotra ed il dottor Franco Damigella. Abbiamo appena visto il loro video proiettato nella Sala del Palazzo dei Congressi.
- Chiediamo alla Dottoressa i metodi utilizzati per l'intervento di aiuto che abbiamo visto realizzato nel video.
- Questo video è stato realizzato in una comunità terapeutica assistita a Biancavilla in provincia di Catania. I soggetti a cui noi abbiamo fatto riferimento hanno un disagio mentale, schizofrenia e disturbi della personalità. I metodi pedagogico cinici che abbiamo utilizzato sono l'Inter Art e il Bon Geste e tecniche di manipolazione corporea. L'obiettivo era rivolto allo sviluppo delle capacità espressivo- creative, della percezione e rappresentazione del sé.
- Dottor Damigella, quali sono i risultati che sono emersi?
- I risultati sono stati sicuramente buoni, al di sopra anche delle aspettative, solo in due soggetti abbiamo avuto risposte inferiori a quello che speravamo, questo forse perché cercavano esclusivamente la nostra gratificazione. Per gli altri sette sicuramente ci sono stati degli ottimi risultati, abbiamo visto una riduzione dei sintomi e una maggiore adesione alla terapia farmacologica a cui spesso l'ospite si oppone. Il lavoro di gruppo è riuscito a sviluppare la capacità della persona di affidarsi sia al gruppo che a noi. La fiducia conquistata veniva dimostrata specie dalle dichiarazioni quali "oggi non mi sento bene, mi sento ansioso, preoccupato" a cui seguiva la richiesta dell'aiuto farmacologico.
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