|
In occasione della sua presenza in
Ancona abbiamo intervistato il prof. Guido Pesci,
presidente dei pedagogisti clinici in Italia. Il pedagogista
clinico è un professionista che si avvale di tecniche
e metodologie proprie ed esclusive per affrontare
i molteplici bisogni della persona. -Prof. Pesci,
si sente affermare sempre più spesso che la società
ha bisogno di pedagogisti clinici, cosa ci può dire
in proposito?
L’idea chiave per una nuova politica è la prevenzione
collegata ad un progetto razionale di trasformazione
della società e di valorizzazione del singolo uomo.
Per conseguire questo obiettivo occorre ridurre i
bisogni sanitari e ogni orientamento cristallizzato
verso questo tipo di interventi, riassorbire perciò
tutte quelle necessità che generano dèpistage dai
canali naturali nei quali molti soggetti trovano soluzioni
ai loro problemi. E’ ormai indispensabile un rinnovamento
complessivo, necessario all’autorealizzazione dell’uomo.
Questo è quanto si propone il pedagogista clinico
e ben si comprende il perché la società ha sempre
più bisogno di questo specialista. -Quali sono i requisiti
professionali del pedagogista clinico? Le conoscenze
e le abilità professionali del pedagogista clinico
sono identiche in Italia come nel Belgio e in America.
In Italia opera una holding di un sistema di dodici
sedi post-universitarie decentrate, con soluzioni
strutturali accoglienti e capaci di sicurezza e comfort
in cui viene soddisfatta la continuità formativa con
esperienze di laboratorio. Attualmente le sedi di
formazione in questo vostro territorio volute dall’Associazione
Nazionale Pedagogisti Clinici sono ad Ancona e a Bari.
Quello che possiamo dire è che il mercato del lavoro
sta crescendo grazie alle nuove professioni, fra queste
quella del pedagogista clinico che ha trovato anche
in questa vostra area geografica ampio riconoscimento
e notevole risonanza.
| |
  |
|