|
D. Lei ha fatto cenno alla
professione di Pedagogista Clinico, perché la società
ha bisogno di questa figura professionale.
R. Il pedagogista clinico è un professionista
che possiede metodi e tecniche per affrontare i molteplici
bisogni della persona, per dare risposte utili a soggetti
che vivono stati di difficoltà e di disagio.
D. Quali sono queste tecniche e metodologie
che lei mi pare si fregia con grande piacere quando
parla di formazione alla professione?
R. La categoria dei Pedagogisti Clinici è ben
definita proprio grazie ai metodi e agli strumenti
con cui si distingue, studiati e raccolti dall'Istituto
di Ricerca dell'ISFAR Post-Università delle Professioni.
Metodi protetti da marchio registrato o da brevetto.
D. Ogni nuova professione ha bisogno di basi
scientifiche e culturali, il Pedagogista Clinico dove
trova questo patrimonio?
R. Il patrimonio si ritrova nelle basi epistemologiche
che hanno dato vita e sostanziano questa disciplina.
Alle radici scientifiche del passato si aggiungono
i contributi della ricerca condotta dall'ISFAR Post-Università
delle Professioni, esposti nella rivista Pedagogia
Clinica-Pedagogisti Clinici, nei libri e nelle dispense
delle Edizioni Scientifiche Isfar Firenze, oltre che
nella Collana di Pedagogia Clinica delle edizioni
Magi di Roma.
D. L'ANPEC- Associazione Nazionale Pedagogisti
Clinici- che certifica l'appartenenza alla categoria,
quanti professionisti rappresenta.
R. L'ANPEC è un'associazione di categoria
che attualmente conta 1500 iscritti presenti in tutto
il territorio nazionale e saremo almeno 1800 alla
fine di questo anno.
|
|
|
  |
|