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D. Lei ha accennato ad almeno
altre due importanti formazioni, il Reflector e lo
Psicomotricista Funzionale, ci potrebbe dare altre
indicazioni maggiori in proposito.
R. Inizio dal Reflector visto che ha la mia
paternità così come il Pedagogista Clinico. Il Reflector
è un professionista che ha assunto particolari capacità
comunicazionali e se ne serve nella relazione con
gli altri. Un professionista che vuole stimolare l'altro
alla riflessione affinché trovi in se stesso la forza,
la sicurezza, quegli stati di necessità idonei ad
uscire fuori dal disagio.
D. Mi pare che il Reflecting si proponga come
una scienza e un metodo alternativo alle terapie,
alle psicoterapie…
R. Noi non intendiamo parlare di un qualche
cosa di alternativo, è sicuramente utile, se vogliamo
indispensabile per la persona, certo diverso dalla
psicoterapia. Sono consapevole di avere originato
una modalità che si distingue da tutte le altre modalità
di aiuto alla persona. La differenza che sostanzia
questo specialista è nell'utilizzo di ogni mezzo comunicazionale
e non dell'esclusiva parola, troppo spesso utilizzata
come farmaco.
D. La parola è dimostrato che fa bene, che
può aiutare, tutte le discipline psicologiche si basano
su di essa.
R. In troppi si basano sull'uso esclusivo
della parola. La parola non può essere un rimedio,
può essere uno stimolatore importante, ma non esclusivo.
In troppi usano e abusano della parola per guidare,
per gestire, per consigliare gli altri , costretti
poi a chiedere consigli per tutta la vita. Noi dobbiamo
aiutare l'uomo a riflettere, a trovare in se stesso
le risposte, a crescere e vivere in libertà.
D. Oltre alla professione di Reflector questo
operatore è anche perciò ispiratore di nuovi modelli
di vita e di pensiero.
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