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In
Australia ogni 18 ore nasce un bambino con paralisi
cerebrale. Come è noto, non c'è né test pre-nascita
né cura e l'incidenza di gravi disabilità è in aumento.
La paralisi cerebrale è cauata da un danno che si
sviluppa nel cervello, prima, durante o dopo la
nascita ed è la più comune forma di disabilità fisica
con compromissione delle capacità motorie.
E' a queste persone disabili con
paralisi cerebrale grave che rivolgo il mio impegno
lavorativo come pedagogista clinico coordinando
un centro diurno di una famosa Associazione non
profit in Sydney. |
Oltre
a coordinare e a collaborare con esperti e medici,
gestisco programmi utilizzando i metodi e le tecniche
pedagogico cliniche.
I soggetti che frequentano il centro sostano su
carrozzelle ortopediche, alcuni presentano epilessia,
problemi visivi o uditivi e, con l'avanzare degli
anni, demenza senile e una involuzione motoria,
si tratta di persone a volte senza l'utilizzo degli
arti e della parola, compromessa dai continui spasmi
e dalla inadeguatezza tonica dei muscoli facciali,
che fronteggiano con l'ausilio del linguaggio dei
segni, di tavole alfabetiche o computer. Vistose
compromissioni non sempre accompagnate da disordini
intellettivi.
L'esperienza che sto conducendo trova ampio plauso
per quanto, come coordinatrice e pedagogista clinico
ho saputo realizzare.
Basandomi sui principi pedagogico clinici rivolti
alla globalità e unicità della persona, al fine
di attuare interventi di aiuto specifici, ho strutturato
programmi individualizzati e di gruppo tenendo conto
degli stati di necessità e delle potenzialità di
ciascun individuo, rilevate per mezzo di una attenta
diagnosi pedagogico clinica.
I programmi, sostanziati dai fondamentali valori
propri della pedagogia clinica, orientati alla prevenzione
di uno stato di benessere e di valorizzazione dell'individuo,
hanno previsto di attuare esperienze per rendere
questi soggetti capaci di riconoscere le proprie
potenzialità ed esprimerle con fiducia, rassicurati
e rafforzati nell'autostima.
La programmazione ha tenuto conto dell'utilizzo
di metodi e tecniche idonee a originare nei diversabili,
attraverso differenti canali, i loro bisogni ed
emozioni, una efficacia soddisfatta da InterArt®,
Immagini Mentali, Musicopedagogia® e dai metodi
Trust System®, BodyWork® e Memory Power Improvement®.
Con il metodo InterArt, caratterizzato da tecniche
espressivo comunicazionali, i soggetti sviluppano
forme artistiche di linguaggio che lasciano esprimere
emozioni e un pensare creativo e, nel condividere
esperienze, garantiscono scambi e intese nella cooperazione.
Risultati straordinari da sottolineare riguardano
le opportunità di utilizzo da parte dei soggetti,
degli arti inferiori e della testa (munita di apposito
caschetto a punta) per dipingere o solamente per
lasciare traccia di sé su un foglio, l'utilizzo
delle sedie a rotelle per danzare, l'utilizzo delle
tavole alfabetiche e computer per raccontare e scrivere
storie creative ed immaginarie, occasioni per sentirsi
ancora "in grado di", per apprendere nuove soluzioni
di vita e sentirsi liberi.
Proponendo le Immagini Mentali ho voluto stimolare
la percezione sensoriale, raccogliere effetti positivizzanti
di sé, sviluppare una maggiore forza ergica, partecipare
a stati di piacere e rigenerare condizioni equilibratrici.
Visualizzazioni piacevoli che possono diminuire
stati di stress e di depressione, fino a vivere
uno stato di profonda tranquillità emotiva.
Durante la mia attività mi avvalgo della Musicopedagogia
che, attraverso la percezione di diversi ritmi,
il cantare, il suonare, l'improvvisare, il comporre
e l'ascoltare, promuove la respirazione, le abilità
elocutorie, potenzia l'espressività motoria e la
relazione oltre a liberare dai disagi e dalle ansie.
I benefici specifici che derivano dai metodi Trust
System e Body Work in tutti i soggetti con paralisi
cerebrale sono assai significativi. Si ottengono
vantaggi nelle distribuzioni posturali, riduzione
degli spasmi muscolari, miglioramenti della percezione
corporea e riduzione degli effetti di costipazione,
comuni in queste disabilità.
La vita dei soggetti con paralisi cerebrale è generalmente
caratterizzata da un anticipato invecchiamento con
perdita di concentrazione e di memoria dovute alle
condizioni fisiche, emozionali e ai farmaci. Per
frenare questi effetti dell'invecchiamento impiego
le tecniche del Memory Power Improvement® teso a
rigenerare, sollecitare, sviluppare e rafforzare
le facoltà cognitive e le abilità mnestiche. Un
contributo che giunge dall'arte poetica, dall'umorismo
e da attività che coinvolgono la ricerca e la rievocazione.
Grazie alla vasta gamma di strumenti e modalità
proprie del pedagogista clinico, che hanno, quale
obiettivo comune, la necessità di seguire e rispettare
con la massima avvedutezza lo sviluppo naturale
ed autentico dell'individuo, ho avuto occasione
di dimostrare che è possibile migliorare la qualità
della vita anche all'interno di grandi istituzioni
e in aiuto a soggetti adulti con paralisi cerebrale,
sostenendo il loro diritto a vivere una vita intesa
ancora piena di risorse.
da Pesci, G. & Mani, M. (a cura di) (2007). Il
pedagogista clinico nelle istituzioni. Roma: Magi.
Novità dall'Australia:
Salve Guido Mi auguro tutto vada bene dall'altra
parte del mondo!
[…]
Ho nuove e buone notizie. Non ci crederai, ma ho
cambiato e migliorato nuovamente la mia carriera
lavorativa (in Australia se hai talento e' facile
avere promozioni). Ora lavoro per una della più
grandi e famose Associazioni no profit dello Stato
del NSW e sono stata assunta come Manager di un
centro diurno per persone che hanno subito traumi
cranici, affetti da schizofrenia e down syndrome.
E' incredibile quanto la Pedagogia Clinica mi abbia
aiutato a raggiungere eccellenti risultati anche
all'estero...se potessi verrei a testimoniarlo!!!
Il 3 Dicembre sarà la giornata internazionale della
disabilità e mi è stato chiesto di organizzare e
gestire tre atelier Pedagogico Clinici. Presenterò
Inter Art, Edumovement e Memory Power Improvement.
Sarà un ottima occasione per promuovermi! Mi auguro
di ricevere responsi positivi!
Ti farò sapere. Nel frattempo ti saluto e ti auguro
un buon lavoro.
Micaela Becattini |
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